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Dentro il Paesaggio

La nuova stagione autunnale della Casa della Cultura

Dentro il paesaggio è dove succede tutto: cambiamenti, dialoghi, sospensioni, nelle vite dei singoli e delle comunità. Per restare dentro il paesaggio è necessario saper leggere la realtà che ci circonda, senza però giudicarla: lente virate e repentini cambi di rotta sono ormai all’ordine del giorno. Un ordine dal quale non si può prescindere e che sta velocemente sovvertendo prassi e schemi che prima davamo per certi. Consapevoli di queste trasformazioni, abbiamo deciso di mettere in discussione per prima cosa il nostro modo di guardare al lavoro: esiste un progetto di stagione, ma a differenza degli anni scorsi non diamo più per scontato di riuscire a portarlo a termine senza modifiche in corso d’opera. Per questo motivo, quello che nasce per essere un programma unitario diventa elastico, concentrato in piccole bolle di programmazione a cadenza mensile.

Assecondiamo quindi il nuovo ordine delle cose, ma continuiamo a non giudicarlo: le nuove modalità che stiamo sperimentando potrebbero rivelarsi terreno fertile per il mestiere.

Dentro l’incerto paesaggio del presente, la Casa della Cultura Italo Calvino ha ripreso le sue attività dai primi di maggio 2021, dopo i tanti mesi di chiusura forzata, con la mostra partecipata Vandring. Ritrovarsi nel paesaggio, che ha permesso alla collettività di Calderara di riappropriarsi di uno spazio comune e della ritualità del vivere insieme. Sotto la guida dell’artista Manuel Portioli l’atto di dipingere si è trasformato in un dialogo costruttivo fatto di incontri, cancellature e sovrapposizioni che riflettono il sentire collettivo. Dai segni lasciati da questo evento catartico riprendiamo un cammino attraverso i sentieri del nostro vivere quotidiano con un programma che si articola attorno a progetti che parlano di percezioni, sensazioni, comunità, territorio: il dialogo resta protagonista, così come la creatività attraverso cui interpretiamo il mondo intorno a noi.

Dentro il paesaggio significa soprattutto instaurare un dialogo tra collettività e territorio: non un contatto freddo, ma un’interdipendenza che spinge i due elementi a procedere di pari passo, adattarsi uno all’altro, imparare a conoscersi. Dopo più di un anno dall’inizio della pandemia, prima di abitare il paesaggio è necessario ricostruirlo: recuperare tutto ciò che si è salvato, rimetterlo al proprio posto, e dove resta uno spazio vuoto integrare con il nuovo – nuovi rapporti, nuovi intrecci, nuove possibilità. All’interno di questo progetto di ricomposizione, la Casa della Cultura sviluppa la sua riflessione sul paesaggio ponendosi come catalizzatrice delle attività culturali di Calderara di Reno costruendo un dialogo sinergico con le diverse realtà del territorio.

Per costruire questo programma ispirato come sempre alla leggerezza - uno degli elementi cardine del pensiero di Italo Calvino - ripartiamo proprio dall’esperienza di Vandring, che chiuderemo l’8 ottobre con la dispersione in forma rituale dell’opera. In occasione di questo momento di condivisione aperto a chi ha partecipato alla costruzione originaria dell’opera e a tutti coloro che vorranno prendervi parte, l’opera verrà suddivisa in parti che verranno poi consegnate ai partecipanti: nel segno di una continuazione ideale dello spirito dell’opera, che potrà infine abitare le case di Calderara.

La programmazione autunnale inizia con l’ospitalità di una tappa del festival multidisciplinare perAspera, Home sweet home: un laboratorio intensivo di cinque giorni porta i partecipanti alla costruzione di una performance, visibile al pubblico domenica 5 settembre, che indaga i temi dell’abitare e i nuovi significati di questo termine. Nel mezzo del processo, poi, si innesta un dialogo aperto al pubblico tenuto dal critico teatrale Renzo Francabandera che esplora la necessità del rito artistico oggi.

Il secondo progetto di settembre si articola all’interno del Progetto Prospettive, che quest’anno vede protagonista per il Comune di Calderara di Reno l’artista Agnese Spolverini. PROSPETTIVE: brainstorming cittadino su ambiente e territorio è concepito come un vero e proprio dialogo per arrivare a una conoscenza più approfondita della città, una chiamata alle parole per la costruzione di un’opera collettiva insieme all’artista Agnese Spolverini.

In occasione delle Festa della Biblioteca, il 24 settembre andrà in scena lo spettacolo Dante Vivo di Ivano Marescotti, accompagnato per l’occasione dai musicisti Marianne Gabri e Roberto Passuti. Ivano Marescotti propone, in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, la lettura interpretativa dei canti più significativi dell’opera. I canti danteschi possono essere alternati da brani della Divina Commedia tradotti in dialetto romagnolo, sua terra d’origine, mettendo così in contatto l’alta scrittura di dante con la lingua “bassa” del linguaggio popolare. Una contaminazione di lingue e di cultura che alterna la drammaticità dantesca all’umorismo della sua versione popolare.

È poi un paesaggio naturale e della memoria quello indagato nel progetto Memorie per il futuro. I paesaggi del fiume Reno come emblema della circolarità sostenibile curato da ReMida Bologna Terre d’acqua e ospitato alla Casa della Cultura tra il 29 settembre e il 21 novembre: un ciclo di conferenze e narrazioni che raccontano la bellezza declinata sul tema del paesaggio, per andare alla scoperta di un presente e di un futuro che non dimenticano il proprio passato.

Fra ottobre, novembre e dicembre prende avvio una serie di incontri e presentazioni editoriali in collaborazione con ANPI e con la Biblioteca R. Veronesi di Calderara di Reno. Ne sono protagonisti lo scrittore, poeta e “paesologo” Franco Arminio, il disegnatore Mauro Biani e Stefano Liberti che presenta il suo romanzo La terra brucia.

Le presentazioni editoriali continuano poi con gli autori Roberta Giallo, che presenta il suo ultimo lavoro A web love story e Massimo Fagnoni con la presentazione di Tutti giù per terra.

Sempre nel periodo compreso fra novembre e dicembre si sviluppano altre attività nel segno del legame con il territorio, come l’inaugurazione della mostra fotografica Uno sguardo sul mondo del fotografo calderarese Salvatore Lumia. Si prosegue con un doppio appuntamento serale mirato ad approfondire e consolidare le competenze in merito alla scelta e all’interpretazione del repertorio pianistico dal titolo Piano Piano, curato da Andrea Federico Benassi di Armonie ass. culturale.

Il 27 novembre si giunge poi alla chiusura del progetto annuale dedicato alla danza contemporanea che ha visto come protagonisti Simona Bertozzi durante i mesi estivi e CollettivO CineticO all’interno del progetto condiviso con la rete E’ Bal. Temporaneo Tempobeat, della Compagnia Ariella Vidach – AiEP, è un’esplorazione delle possibilità coreografiche che nascono dalla relazione tra la danza contemporanea, la tecnologia wireless portatile e la beat boxing. I codici coreografici, prima molto serrati nel procedere del lavoro, si amalgamano e fondono in un crescendo, trasformando la performance in un happening.

La programmazione si chiude con il tradizionale Concerto di Natale, che quest’anno vede come protagonisti i membri dell’associazione CorAlia con il concerto La canilla e lu cirinu, ispirato all'omonima raccolta di poesie in lingua siciliana di Rosario "Sasà" Ferrara.


Rimane sempre attiva la Fucina Creativa della Casa della Cultura, con laboratori per tutte le età.

Riproponiamo l’ormai classico laboratorio utile per superare il digital divide e tenuto da FuturLab, Non è mai troppo tardi 2.0, a cui quest’anno si affianca un secondo laboratorio – curato sempre da FuturLab – rivolto ai più giovani che hanno voglia di misurarsi con la costruzione da zero di un pc: All’assemblaggio! è un laboratorio grazie al quale i partecipanti diventano protagonisti della costruzione e messa in funzione di un pc da gaming che resterà poi fruibile alla Casa della Cultura e che potrà essere utilizzato in futuro per riattivare gli Oculus 3D in nostro possesso.

Per i meno appassionati di informatica sono attivi i laboratori di gioco da tavolo, Game on! e Gioca con me, entrambi curati da Riccardo Pasquini.

Infine, continua l’esperienza ormai consolidata dell’Orchestra Popolare dei Mandolini, diretta da Antonio Stragapede e Massimo Pauselli.